razzismo Ideologia fondata sull’arbitrario presupposto dell’esistenza di razze umane, stabilendo al loro interno una gerarchia che vede «razze» biologicamente e storicamente superiori destinate al comando, e altre inferiori, destinate alla sottomissione; il r. è anche alla base di una prassi politica volta, con discriminazioni e persecuzioni, a garantire la «purezza» e il predominio della «razza superiore».
Come la mettiamo? Vabbè, prima la notizia: gli ucraini sono razzisti.
Oggetto di solidarietà generale dopo l’aggressione russa – hanno pure chiesto di entrare con procedura accelerata nella Comunità Europea –, si comportano vergognosamente con i residenti di colore. Gli episodi, molti sembra, possono essere sintetizzati con l’Ukrainian first1, che va tanto di moda declinare a ogni latitudine e longitudine, e riguardano la precedenza data agli ucraini (e ai bianchi in generale) nelle stazioni di partenza per chi fuggiva dalla guerra e ai posti di confine, soprattutto polacchi.
Ebbene? Qual è la quota tollerabile di razzismo oltre la quale non si ha diritto alla solidarietà “occidentale”? Quand’è che si può generalizzare e dire “gli ucraini sono razzisti” e non si meritano il nostro appoggio? Perché se guardiamo gli episodi accaduti in Italia negli anni scorsi, allora anche noi siamo razzisti. Ma non è vero, non è vero per la maggior parte degli italiani. E con ogni probabilità non è vero neanche per la maggior parte degli ucraini.
Hanno eletto un presidente ebreo. Con più del 70% dei voti al ballottaggio ed è stato comunque il più votato al primo turno. Sono un paese multietnico, in cui convivono più di 18 gruppi etnico-linguistici, tatari, polacchi, moldavi, azeri e una fila di altri, oltre naturalmente a russi e ucraini2. Poi va detto che la maggior parte degli stranieri provenienti dal cosiddetto secondo e terzo mondo (Africa e Pakistan, ma anche India), sono studenti e non hanno il profilo sociale dell’immigrato come lo immaginiamo noi (brutto, sporco e cattivo col telefonino, tanto per rimanere in tema di stereotipi e razzismo nostrano).
Certo – se le cose andranno per il verso giusto e l’Ucraina rimarrà un vero stato democratico indipendente – il processo di adesione e integrazione nella Comunità Europea3 sarà in ogni caso lungo e difficile sotto tutti gli aspetti, anche quello della cultura giuridica, dei diritti e compagnia bella. Perché comunque la quota di razzismo tollerata in Ucraina è ancora troppo grande, e non da oggi4. Insomma, dobbiamo prenderla come un’occasione per far crescere anche in questo paese quella sensibilità nei confronti dei diritti della persona che caratterizza le società occidentali e in particolare quelle europee.
E non dobbiamo mai dimenticare chi c’è dall’altra parte: una società, questa sì, profondamente e strutturalmente razzista5 e un personaggio che perseguita i gay, imprigiona gli oppositori (e qualche volta li elimina fisicamente). E che scatena una guerra perché gli altri non fanno quello che lui ha deciso debbano fare…
Ucraina, i neri denunciano: “Discriminati in patria e alle frontiere”, La Repubblica ↩
Ucraina, Popolazione Da Wikipedia, vedi anche la voce Ucraini ↩
Zelensky firma richiesta adesione a Ue Articolo di Fanpage, vedi anche “Ucraina candidata all’adesione all’Ue”: la richiesta del Parlamento europeo Articolo di EuropaToday ↩
Dynamo Kiev, proposta shock contro il razzismo: “Un settore per i neri” su Sky sport. ↩
“La guerra in Ucraina e le sue cause: la radice del male è il nostro razzismo” La Repubblica, testo dell’autore moscovita Sergei Lebedev. Vedi anche “In Russia, the new evil is rooted in the old evil” The Guardian, sui libri dello scrittore. ↩