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«La libertà eccessiva non sembra mutarsi in altro che in eccessiva schiavitù.»

             Platone, La Repubblica Libro VIII 564a

«Nell’impero, più ci sono divieti e tabù, più il popolo è povero;
[...] più si pubblicano leggi e decreti, più ladri e banditi ci sono.»

             Lao Tzu, Tao Te Ching, cap. 57

Signore e signori, versatevi qualcosa di forte e mettetevi comodi.

Il Natale 2025 ci ha regalato la farsa che non sapevamo di meritare: la collisione frontale tra un Timbro e un Razzo. Una roba che nemmeno Bradbury, dopo tre assenzi di fila in un bar di Marte, avrebbe avuto il coraggio di scrivere.

Il protagonista della nostra commedia è Thierry Breton, il Burocrate di Platino. L’uomo che voleva mettere l’etichetta Norma UE1 persino ai sospiri di Elon Musk. Thierry, il ribelle da ufficio che inviava lettere minatorie senza dirlo alla mamma (Ursula), si è svegliato con una sorpresa sotto lalbero: gli USA gli hanno negato il visto. Respinto. Come un turista con le mozzarelle in valigia a cui hanno trovato il passaporto scaduto alla dogana di un futuro distopico.
Laccusa del Dipartimento di Stato? «Censura extraterritoriale»2. Tradotto dal diplomatichese: “Thierry, hai rotto i giocattoli ai nostri miliardari preferiti e ora ti tocca guardare la Statua della Libertà col binocolo”. È il Karma, direbbero alcune signore cariche di bigiotteria indiana che frequentano i miei tavoli: chi di regolamento ferisce, di visto negato perisce. Più pubblichi decreti, Thierry, più i “banditi” dallaltra parte delloceano trovano il modo di chiuderti la porta in faccia.
Dall’altra parte del ring, il “libertario da caserma” Elon Musk. Quello che predica la libertà assoluta mentre nasconde il tasto “ban”3 dietro la schiena. Elon è esattamente il produttore di “oggetti strani” e “strumenti utili” di cui parlava il vecchio Lao: ti incanta con le orbite e i sogni cromati, ma appena provi a ricordargli che vive su questo pianeta, chiama lo sceriffo e ti fa sbarrare la frontiera. È la libertà «eccessiva» evocata da Platone: così estrema che alla fine, per goderne, devi baciare lanello al padrone del vapore. Altrimenti, niente hamburger a Time Square.

È una gag fantastica, ammettiamolo.

Il censore censurato! Il visir dei commi bloccato dagli agenti di una dogana americana.

Mentre loro giocano a chi ha lego più lungo4, noi restiamo qui a guardare questo “dialogo schizofrenico” tra chi vuole proteggerci dalle fesserie vietandoci di leggerle e chi vuole venderci le fesserie spacciandole per lunica Verità disponibile. Due facce della stessa medaglia arrugginita che galleggia in un mare di bit.
Forse aveva ragione il Qoèlet: c’è un tempo per ogni faccenda sotto il cielo. Un tempo per piantare algoritmi e un tempo per sradicare commissari europei. Ma in questo Natale di visti negati, il tempo migliore è quello che passiamo a ridere di entrambi, sorseggiando un brandy mentre la nebbia fuori nasconde le torri scure della città.

Buon Natale, dunque.

(E un consiglio non richiesto: se decidete di andare a New York, assicuratevi di non aver mai scritto una lettera a Musk. Potrebbero rimbalzarvi.)


Libri
Shoshana Zuboff Il capitalismo della sorveglianza, Luiss, 2019
Byung-Chul Han Psicopolitica, Nottetempo, 2024
Ma anche
Ray Bradbury Cronache marziane Mondadori, 1954
Platone La Repubblica, Internet Archive
Lao Tzu, Tao Te Ching (la Regola Celeste), su LiberLIber

  1. Il Digital Services Act è il regolamento europeo sui servizi digitali: prevede obblighi proporzionati alla dimensione della piattaforma e una nuova cultura della prevenzione dei rischi sistemici, dalla disinformazione ai contenuti illegali 

  2. «The Trump Administration will no longer tolerate these egregious acts of extraterritorial censorship».. (Rubio su X)
    Per troppo tempo, gli ideologi in Europa hanno guidato iniziative organizzate per costringere le piattaforme americane a punire i punti di vista americani a cui si oppongono. Lamministrazione Trump non tollererà più questi vergognosi atti di censura extraterritoriale. Oggi, @StateDept adotterà misure per impedire lingresso negli Stati Uniti alle figure di spicco del complesso industriale della censura globale. Siamo pronti e disposti ad ampliare questa lista se altri non cambieranno rotta. 

  3. Se vogliamo essere onesti il buon Elon gioca a fare il “libertario assoluto” solo finché la libertà degli altri non pesta i piedi ai suoi interessi o a quelli dei suoi nuovi amici potenti. Ecco una carrellata di casi in cui lo sceriffo di X ha preferito il silenziatore alla libera parola, per rinfrescare la memoria a chi crede ancora alla favola del “free speech” senza macchia:
    Il massacro dei giornalisti (Dicembre 2022): Musk ha sospeso gli account di diversi giornalisti di testate come CNN, New York Times e Washington Post. La colpa? Avevano seguito la vicenda di @ElonJet (laccount che tracciava il suo jet privato usando dati pubblici). Elon lha chiamata “condivisione di coordinate per assassini” (doxxing), il resto del mondo lha chiamata vendetta personale.
    Censura su richiesta (Turchia e India): Qui casca lasino (spaziale). Musk ha spesso ceduto alle richieste di governi autoritari per oscurare contenuti critici. In Turchia, alla vigilia delle elezioni, ha limitato laccesso a vari contenuti su richiesta di Erdoğan. Quando gli è stato fatto notare, ha risposto: “O limitiamo qualcosa o chiudono tutto X”. Insomma, il “ribelle” si piega se il mercato scotta.
    La guerra ai link dei competitor: Per un periodo, X ha reso impossibile pubblicare link a piattaforme concorrenti come Mastodon, Threads o persino Substack (limitando la visibilità dei post). Se provavi a promuovere il tuo account altrove, il sistema ti puniva. Una mossa da monopolista vecchia scuola, altro che agorà digitale.
    Sospensioni “ad personam”: Account come quello del jet privato citato prima, o di critici particolarmente pungenti, sono stati bannati con regole create ad hoc e applicate retroattivamente. Senza contare la rimozione di termini o hashtag che non gradiva, spesso legati a movimenti sociali o critiche sindacali nelle sue aziende (Tesla in primis).
    Il caso “Cisgender”: Elon ha deciso che la parola “cisgender” è un insulto sulla sua piattaforma. Usarla può portare alla limitazione della visibilità dei post. È lunico “assolutista della libertà di parola” che decide quali termini del dizionario sono legali e quali no in base al suo sentire personale. 

  4. «Thierry Breton mente della «censura» sui social?» (su open.online)
    Lex Commissario Ue messo al bando dagli Usa con laccusa di aver agevolato la «censura» col Digital Services Act. Che limprenditore diceva di condividere in toto quando comprò Twitter 

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Odorizio Fotter

Odorizio Fotter

 

Di nome fa Odorizio Fotter e da un pinnacolo bruciato di Notre Dame questo gargolla di gusto neogotico mi è piombato in casa. Ora non so che farne e lo sfrutto facendogli scrivere articoletti e necrologi. Si è messo pure a polemizzare con me, quasi quasi lo metto a fare il nano da giardino! [DarkH3ron]