La Taverna del Cardinale (AI Generated: Gemini + GIMP)

«L’ipocrisia è il vizio più difficoltoso e snervante che un uomo possa coltivare;
richiede una vigilanza continua e una rara abnegazione.»
W. Somerset Maugham, Lo scheletro nellarmadio

Cari piccoli sudditi del bit, accomodatevi. Questo Natale è un buffet all-you-can-eat di ipocrisia e lapsus, e io ho intenzione di rimpinzarmi finché non scoppio. Altro che panettone e melassa: qui siamo al festival del microfono aperto e della “verità da sacrestia” servita calda.

Avete visto, no? Mentre DarkHeron si scervella cercando di capire se il mondo finirà prima per i visti negati da Marco Rubio o per i post al vetriolo di Thierry Breton — un Natale da pop-corn davanti al monitor, guardando i grandi della Terra che si comportano come ragazzini che si contendono lultimo giocattolo — il vero spettacolo è andato in onda dal Vaticano.

Monsignor Agostini1 ci ha regalato un finale danno col botto. Un culattoni tutti insieme sparato nel microfono di Vatican News che è pura poesia del subconscio. Ma d’altronde, di cosa ci stupiamo? Il terreno laveva già preparato il Capo, quello di prima il buon Francesco I di bianco vestito con la sua indimenticabile uscita sulla troppa frociaggine nei seminari.

Vedete, la questione è squisitamente architettonica. Prendete il Campanile. Svetta, rigido, fiero, puntato verso il cielo in uneterna e inequivocabile allusione fallica che i pii fedeli fingono di non vedere. Ma più la struttura è alta e ostentata, più è soggetta alle correnti. E quando tira vento di verità, le maschere cadono giù dai cornicioni come vecchi intonaci.

Dalla frociaggine papale rivolta ai seminaristi alla tutti i culattoni del monsignore indicando i colleghi radunati in attesa di Leone XIV, il passo è breve. È la dimostrazione che puoi costruire cattedrali di parole e dogmi, ma sotto la tonaca pulsa sempre quella natura umana che non sa resistere al richiamo del pregiudizio da bar. Come direbbe Qoèlet, c’è un tempo per tacere e un tempo per fare figure di fango in mondovisione.

Perciò mentre Rubio e Breton giocano a chi ce lha più lungo (il PIL, ovviamente), io resto qui, appollaiato tra un gargoyle e laltro, a godermi questo naufragio della forma. In fondo, la verità è come un microfono aperto: arriva sempre quando pensi di aver finalmente zittito la coscienza.


Libri
Sigmund Freud, Psicopatologia della vita quotidiana, Newton Compton, 2010. (Indispensabile per capire perché certi “lapsus” sono più rivelatori di unomelia).
Luigi Pirandello, Sei personaggi in cerca dautore, (Per la serie: siamo tanti, e spesso quelli che non vorremmo essere).
Michel Foucault, Storia della sessualità. La volontà di sapere, Feltrinelli, 1978.
Siti
Silere Non Possum, il blog, cattolico, che ha sollevato il caso

  1. Mons. Marco Agostini, è cerimoniere pontificio, «Cerimoniere», perciò dovrebbe sapere come comportarsi, no? Il riferimento unisce lo scivolone tecnico di Mons. Marco Agostini (26 dicembre 2025) alle precedenti e discusse esternazioni di Papa Francesco sul tema della “frociaggine”, contestualizzando il tutto nella cornice di un Natale segnato da forti tensioni geopolitiche (Rubio-Breton). 

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Odorizio Fotter

Odorizio Fotter

 

Di nome fa Odorizio Fotter e da un pinnacolo bruciato di Notre Dame questo gargolla di gusto neogotico mi è piombato in casa. Ora non so che farne e lo sfrutto facendogli scrivere articoletti e necrologi. Si è messo pure a polemizzare con me, quasi quasi lo metto a fare il nano da giardino! [DarkH3ron]